Le NTC2018, cosa cambia
Le NTC2018, cosa cambia…
Andrea Barocci
Considerazioni generali di indiani e cow-boy.
Quando mi viene chiesto di illustrare cosa cambia nelle NTC2018 rispetto alla versione del 2008, inizio sempre con una barzelletta.
Due cowboy si trovano circondati dagli indiani; uno dice “ma quanti saranno?”, e l’altro “mille e tre”. “Caspita, che precisione! Come hai fatto?”, “Vedi, lì ce ne sono 3; laggiù invece saranno un migliaio”. Invece di dire cosa cambia, diciamo cosa non cambia e vediamo come coinvolgere i cowboy.
Criteri di modellazione della struttura e dell’azione sismica
Nel rappresentare la rigidezza degli elementi strutturali si deve tener conto della fessurazione.
In caso non siano effettuate analisi specifiche, la rigidezza flessionale e a taglio di elementi in muratura, calcestruzzo armato, acciaio-calcestruzzo, può essere ridotta sino al 50% della rigidezza dei corrispondenti elementi non fessurati, tenendo debitamente conto dello stato limite considerato e dell’influenza della sollecitazione assiale permanente.
Tradotto. Posso non fare analisi specifiche e, di conseguenza, posso ridurre la rigidezza flessionale e a taglio di un valore compreso tra 1% e 50%. Quindi l’edificio si può spostare in maniera significativa a sinistra o a destra dello spettro, a norma di legge, cioè può “scegliere” se prendersi più o meno azione sismica.
Nella definizione del modello, gli elementi non strutturali non appositamente progettati come collaboranti (quali tamponature e tramezzi) possono essere rappresentati unicamente in termini di massa; il loro contributo al comportamento del sistema strutturale in termini di rigidezza e resistenza sarà considerato solo qualora abbia effetti negativi ai fini della sicurezza.
Tradotto. Posso tenere o non tenere conto delle tamponature (eccetto casi eclatanti, vedi pilotis…). Quindi, come prima, l’edificio si può spostare in maniera significativa a sinistra o a destra dello spettro, a norma di legge, cioè può “scegliere” se prendersi più o meno azione sismica.
Troviamo però anche prescrizioni molto puntuali, come nel §4.1.2.3.5.2 Elementi con armature trasversali resistenti al taglio.
E’ stata corretta la formula 4.1.30 (prima 4.1.22) per il prolungamento delle barre longitudinali.
θ è l’inclinazione dei puntoni di calcestruzzo rispetto all’asse della trave. Tenendo conto che α rappresenta l’angolo d’inclinazione dell’armatura trasversale rispetto all’asse della trave, è chiaro che per la quasi totalità dei casi il risultato tra le due formule è identico; negli altri casi la variazione sarebbe comunque solo di qualche centimetro, entità del tutto trascurabile se si considera l’armatura per un getto in opera.
Quindi abbiamo scoperto dove sono i 3 indiani e dove il migliaio restante.
In tutto questo, non è affatto cambiata la responsabilità in capo al professionista, che continua ad asseverare ai sensi dell’art. 481 del Codice Penale (Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità) il rispetto delle norme utilizzate. E su questo, in fondo, non ci sarebbe nulla da ridire, se non che il nostro è uno dei pochi stati nei quali sono legge sia i principi generali di sicurezza, sia le singole formule utilizzate presumibilmente per raggiungere tale sicurezza (vedi esempio precedente del taglio).
Cioè i tre indiani contano come il migliaio, per le nostre NTC.
Riferimenti specifici alla muratura
Vediamo adesso nello specifico come le nuove NTC “intervengono” sul materiale muratura, al quale questi blog sono dedicati.
Nel §4.5 Costruzioni in muratura, oltre ad aver reso più chiara l’interpretazione del testo normativo, sono state apportate alcune modifiche (anche in base a quanto previsto negli Eurocodici e sostenuto da ricerche sperimentali condotte in Italia). Si pone in particolare l’attenzione sui seguenti aspetti:
- E’ stata inserita, fra i sistemi costruttivi, la muratura confinata (pannelli murari confinati da elementi in calcestruzzo armato o muratura armata, con getto in opera finale); la vedremo meglio nel seguito.
- Per gli elementi resistenti sono stati introdotti spessori minimi dei setti dei blocchi forati, ai fini del controllo dei meccanismi di rottura.
- Nelle verifiche semplificate le regole costruttive sono state integrate con la prescrizione di percentuali minime di area resistente di muratura portante (nel VT era Verifica alle tensioni ammissibili: si tratta del paragrafo riguardante gli edifici semplici, per i quali si effettua un controllo di tipo tensionale che non è comunque riconducibile ad una verifica alle tensioni ammissibili).
- L’uso di giunti di malta sottili (spessore compreso tra 0,5 mm e 3 mm) e/o di giunti verticali a secco va limitato a edifici con numero di piani fuori terra limitato e altezza interpiano massima di 3,5 m.
In merito ai giunti sottili il legislatore ha precisato che la muratura realizzata con giunti verticali a secco è presente negli Eurocodici e nelle Appendici nazionali pubblicate dopo le NTC2008. Comunque, in considerazione del fatto che tale tipo di muratura presenta una resistenza a taglio inferiore a quella realizzata con giunti verticali riempiti di malta e capacità deformative sotto azioni sismiche inferiori a quelle della muratura con giunti verticali riempiti, il relativo impiego è stato limitato alle zone sismiche a bassa sismicità per edifici fino a 2 o 3 piani, a seconda del grado di sismicità.
Poco fa sono state sostanzialmente riviste le regole di progettazione e inseriti alcuni aspetti interessanti; vediamo i più importanti.
Prima di tutto si fanno le precisazioni sui giunti riempiti, sottili e a secco.
[…] Nel caso di utilizzo di elementi per muratura che fanno affidamento a tasche per riempimento di malta, i giunti verticali possono essere considerati riempiti se la malta è posta su tutta l’altezza del giunto su di un minimo del 40% della larghezza dell’elemento murario […] L’uso di giunti sottili (spessore compreso tra 0,5mm e 3mm) è consentito esclusivamente per edifici caratterizzati allo SLV, da agS ≤ 0,15g, con le seguenti limitazioni […] L’uso di giunti verticali non riempiti è consentito esclusivamente per edifici caratterizzati, allo SLV, da agS ≤ 0,075g, costituiti da un numero di piani in muratura da quota campagna non maggiore di due e altezza massima, misurata in asse allo spessore della muratura di 7 m […]
Viene poi introdotta la muratura confinata, dandone sia una descrizione generale che fornendone i dettagli costruttivi.
La progettazione e la realizzazione di costruzioni di muratura confinata deve essere eseguita in accordo con i criteri e le regole date nella UNI EN 1998-1, con le precisazioni riportate negli Annessi tecnici nazionali agli Eurocodici ed applicando le regole di dettaglio di cui al § 7.8.6.3.
Si intende con questo termine una tipologia costruttiva per la quale il compito di portare i carichi sia orizzontali che verticali viene attribuito ai blocchi in laterizio come se fosse una muratura portante; in più viene aggiunta una incorniciatura con travi e pilastri collegati, molto più esili rispetto a una struttura di cemento armato, che conferiscono un comportamento ottimale e unitario dei pannelli, anche per la ridistribuzione dei carichi. Da qui deriva una maggiore capacità di dissipare energia, ovviamente molto importante in zona sismica soprattutto se associata a un materiale fragile come la muratura.
In ogni caso questa tecnica ha origini antiche, e fu utilizzata anche a Messina ad esempio, dopo il terremoto del 1908.
Le costruzioni di muratura confinata dovranno essere progettate rispettando i seguenti requisiti:
- gli elementi di confinamento orizzontale e verticali dovranno essere collegati fra loro e ancorati agli elementi del sistema strutturale principale;
- per garantire un collegamento efficace fra gli elementi di confinamento e la muratura, il calcestruzzo degli elementi di confinamento dovrà essere gettato dopo la realizzazione della muratura;
- la minima dimensione trasversale degli elementi di confinamento orizzontali e verticali non dovrà essere inferiore a 150 mm. Nelle pareti a doppio foglio lo spessore degli elementi di confinamento deve garantire la connessione dei due fogli ed il loro confinamento;
- gli elementi di confinamento verticali dovranno essere posizionati: a) lungo i bordi liberi di ogni parete strutturale, b) su entrambi i lati delle aperture aventi area maggiore di 1,5 m2, c) all’interno delle pareti con passo non maggiore di 5 m, d) alle intersezioni delle pareti strutturali, in tutti i casi in cui gli elementi di confinamento più vicini siano ad una distanza superiore a 1,5 m;
- gli elementi di confinamento orizzontali dovranno essere posizionati nel piano della parete ad ogni piano e, in ogni caso, ad un passo non maggiore di 4 m;
- l’armatura longitudinale degli elementi di confinamento deve avere un’area non inferiore a 300 mm2 o all’1% della sezione dell’elemento di confinamento;
- le staffe dovranno avere diametro non inferiore a 5 mm e passo non maggiore di 15 cm;
- le lunghezze di sovrapposizione delle barre longitudinali non dovranno essere minori di 60 diametri.
Siamo quindi di fronte a un sistema costruttivo ben codificato e dal comportamento chiaro che, sebbene non pienamente innovativo, sicuramente ci porta a coniugare un incremento di prestazione con un materiale estremamente tradizionale.

