I giunti nelle murature portanti
I giunti nelle murature portanti
Sono una linea sottile ma contano molto di più di quello che ci si potrebbe immaginare
Michele Destro
Norme da rispettare, controlli sempre più puntuali e dettagliati, e il trittico rappresentato da spessore-condizioni di posa-resistenza meccanica hanno portato i giunti di malta a ricoprire un ruolo non più secondario nel dimensionamento di un paramento murario. Nella realizzazione di murature portanti i giunti di malta devono avere uno spessore tra i 5 e i 15 mm, devono essere preferibilmente continui (ovvero coprire l’intera faccia verticale ed orizzontale del blocco di laterizio) e presentare una resistenza meccanica di almeno 50 kg/cmq (M5) e 100 kg/cmq (M10) per le murature armate.
Nell’ottica di migliorare le prestazioni termiche (nel caso della muratura monostrato, il giunto rappresenta un piccolo ponte termico) si è soliti interrompere il giunto realizzando due “cordoni” distanziati da non più di 2-3 cm (distanza massima consentita). Pur rispettando questo limite bisogna ricordarsi che l’interruzione del giunto di malta provoca una riduzione dei valori meccanici della muratura, che deve essere opportunamente valutata (rif. Eurocodice 6: UNI EN 1996-1-1, par. 3.6.1.3 e 3.6.2).
Qualora si verifichi la necessità o la volontà di aumentare sensibilmente questa distanza, oppure si debbano realizzare giunti di spessore inferiore a 5 mm (ad esempio nel caso di murature con blocchi rettificati) o superiore a 15 mm, la resistenza dovrà essere determinata sperimentalmente su campioni provati in laboratorio, in quanto tutto ciò che non rientra nei dettami delle normative vigenti (NTC08, Eurocodici…) richiede un’attestazione certificata che garantisca ai progettisti valori concreti e non ipotetici.
È risaputo che l’Italia è un territorio sismico, diviso in quattro zone dove il numero più alto (4) indica la fascia territoriale a minore rischio, nella quale è concesso adottare i sistemi “a secco” attraverso l’utilizzo di blocchi ad incastro ed evitare la posa di giunti verticali. Nella altre zone (1, 2 e 3) è invece cogente il vincolo della posa dello strato orizzontale e verticale continuo con una possibile deroga che troviamo nell’Eurocodice 6 al par. 5.15.3: “I giunti perpendicolari possono essere considerati riempiti se la malta è posta su tutta l’altezza del blocco oltre un minimo del 40% della larghezza del blocco stesso…”. In definitiva un blocco ad incastro (ad esempio di spessore di 30 cm, con tasca lunga 12 cm (40% di 30) e larga da 5 a 15 mm riempita di malta e giunto orizzontale continuo) è classificato conforme come elemento portante in tutte le zone simiche (come nella foto) e, di fatto, la tasca riempita è a tutti gli effetti considerata un giunto continuo. Queste indicazioni sui giunti, unite all’utilizzo di blocchi di laterizio di I° categoria, rappresentano la condizione necessaria per realizzare murature precise, a prestazione garantita e durevoli… nei secoli!