Il Superbonus 110% è valido per gli edifici con teleriscaldamento?
Dopo mesi di polemiche, ipotesi e summit, è stata trovata la soluzione per consentire agli edifici allacciati al teleriscaldamento di poter accedere al Superbonus. Ad oggi, la Commissione bilancio del Senato ha approvato una norma che consente alle famiglie che utilizzano il teleriscaldamento di usufruire del superbonus 110%, opzione che fino al 2020 era esclusa per questioni di carattere burocratico connesse al valore del fattore di conversione di energia primaria. L’emendamento è anche stato soprannominato “salva Brescia”, perché la nuova misura salva numerosi edifici siti nella città lombarda, allacciati al teleriscaldamento, che pur essendo in bassa classe energetica, risultavano in classe A3 o A4, applicando l’indice di conversione 0,12.
Gli edifici collegati al teleriscaldamento
Il teleriscaldamento è un sistema di riscaldamento che si è sviluppato in Italia a partire dagli anni Settanta, ma già in uso sin dall’inizio del Novecento in vari paesi del Nord Europa. Si tratta di un sistema a rete, realizzato prevalentemente sul suolo pubblico, al servizio di un comparto urbano già esistente o programmato, destinato alla fornitura di energia termica (nella duplice valenza di “caldo” e “freddo”) di edifici appartenenti a soggetti diversi, ai fini di climatizzazione di ambienti e produzione di acqua calda ad uso igienico e sanitario. Il calore, a questo proposito, può essere prodotto attraverso diversi sistemi:
- impianti di cogenerazione;
- impianti da fonti rinnovabili (come energia solare, energia geotermica, biomasse, ecc.);
- recupero di calore di scarto industriale;
- centrali a caldaia utilizzate sia come integrazione per i picchi di richiesta sia come riserva in caso di guasto.
Il gap dell’indice di conversione
La norma “salva Brescia” riporta l’indice di conversione in energia primaria a quello del luglio 2020: in altre parole, l’emendamento va a ritoccare un codice della legge Superbonus 110 prevedendo che gli edifici di tutta Italia allacciati al teleriscaldamento tengano conto dell’indice di conversione in energia primaria validi al 10 luglio 2020 anche nel caso di eventuali successivi aggiornamenti degli stessi. In origine, infatti, A2A aveva richiesto, dopo le migliorie alla rete di teleriscaldamento (fine dell’uso del carbone, utilizzo del vapore di Ori e Alfa Acciai), un nuovo indice di conversione in energia primaria passato da 0,24 a 0,12.
Tuttavia, applicando l’indice di conversione di 0,12, le tante abitazioni allacciate al teleriscaldamento (l’80% di quelle in città, oltre 23 mila edifici tra condomini e villette) non avrebbero potuto ottenere i ristori al 110 per migliorare l’efficienza energetica, perché anche edifici degli anni Sessanta e Settanta risultavano in classe A 3 o A4 (il massimo) anziché in classe G o F. La situazione ha sollevato allarmi e proteste ai quali i vertici politici hanno risposto, appunto, con l’approvazione dell’emendamento “salva Brescia”.
In particolare, sarà prorogata al 31 dicembre 2022 la scadenza per gli interventi sulle villette che utilizzano il teleriscaldamento, a patto che entro il giugno 2022 sia stato realizzato almeno il 30% dei lavori (quota che potrebbe essere alzata al 60%). Inoltre, ai soli fini della predisposizione degli attestati di prestazione energetica si applicano sempre i fattori di conversione in energia primaria validi al 19 luglio 2020, anche nel caso di eventuali successivi aggiornamenti degli stessi.
Alcune conclusioni
La modifica della Legge di bilancio è stata opportuna al fine di evitare discriminazioni nel ricorso all’incentivo per la riqualificazione energetica, una vicenda paradossale legata al sistema di teleriscaldamento A2A troppo efficiente. L’uso di fonti rinnovabili da parte della multiutility (accumuli, rifiuti, recupero di calore da acciaierie ecc.) ha, infatti, abbassato il “fattore di energia primaria” del teleriscaldamento da 0,24 a 0,12, con un deciso miglioramento della classe energetica degli edifici con teleriscaldamento anche se sono un «colabrodo» sotto il profilo dell’isolamento termico, rendendo così molto complicato, se non impossibile, il salto di due classi necessario per godere del 110%. La possibilità di usufruire del superbonus 110% anche per gli edifici con teleriscaldamento è, in conclusione, una soluzione che consentirà di sbloccare cantieri fermi e ridare slancio alla filiera dell’edilizia.