Edilizia convenzionata, cos’è e come funziona
Quando parliamo di immobili in edilizia convenzionata facciamo sempre riferimento a una particolare categoria di costruzioni, soggetta a specifici vincoli e norme che devono essere rispettate. Proprio per tale ragione lavorare nel campo dell’edilizia convenzionata non è semplice.
In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza su cos’è l’edilizia convenzionata, quali elementi bisogna tenere in considerazione e quali sono gli obblighi di chi compra o vende questa tipologia di immobili.
Quando si parla di edilizia convenzionata
Per edilizia convenzionata si intende una forma particolare di edilizia popolare che realizza immobili da vendere a prezzi vantaggiosi e più bassi rispetto al mercato, a favore di famiglie a basso reddito. Questo è possibile grazie alla collaborazione tra il comune appaltatore, e l’impresa di costruzione che si impegna a rispettare questo vincolo di riduzione del prezzo di vendita.
Ovviamente tra questi due soggetti intercorre un accordo che deve sottostare a dei vincoli ben precisi: è l’impresa edile a farsi carico dei costi di costruzione, con la promessa di rientrare nell’investimento con il supporto economico del comune e con la vendita stessa dell’immobile.
È bene non confondere l’edilizia convenzionata con quella agevolata, che prevede dei finanziamenti per l’acquisto di un immobile, e quella sovvenzionata in cui è un ente pubblico a farsi carico dei costi di costruzione.
Gli obblighi di chi compra casa in edilizia convenzionata
L’edilizia convenzionata prevede una specifica convenzione tra privati: imprese di costruzione/cooperative e comune. Proprio quest’ultimo ente si occupa di individuare le aree sul territorio destinate ai nuovi progetti di sviluppo urbanistico. Successivamente si procede all’esproprio e all’assegnazione, tramite bando di concorso, alle imprese edili che effettueranno i lavori. Prima dell’inizio dei lavori, i costruttori sono tenuti a rimborsare i costi di esproprio al comune.
Una volta ultimati, gli immobili in edilizia convenzionata possono essere acquistati unicamente da soggetti che rispettano determinati requisiti:
- non possedere altri immobili all’interno del comune di appartenenza;
- essere residenti o avere il domicilio lavorativo nel comune in cui è ubicato l’appartamento;
- essere cittadini italiani, o possedere altro titolo equivalente;
- avere un reddito che non superi i limiti stabiliti dalla legge 457/1978.
Chi acquista una casa in edilizia convenzionata deve inoltre sottostare al divieto di vendere o affittare la casa per i 5 anni successivi. Esistono tuttavia delle eccezioni previste dai comuni, che consentono la vendita nel caso di esigenze specifiche della famiglia: spostamenti per ragioni lavorative, motivi di salute, separazione dei coniugi e altre motivazioni contemplate.
Quali sono i pro e contro
L’edilizia convenzionata ha indubbiamente l’importante vantaggio di offrire la possibilità di acquistare casa anche ai soggetti meno abbienti. Esistono quindi diversi pro, ma anche alcuni aspetti contrari, ecco quali:
vantaggi
- prezzo d’acquisto dell’immobile calmierato;
- opportunità di acquisto della prima casa anche per le famiglie economicamente più fragili;
- possibilità di trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà.
svantaggi
- rispetto del vincolo di vendita per i 5 anni successivi all’acquisto;
- vincoli decennali sull’immobile;
- pericolo di speculazioni sull’acquisto dell’immobile.