Il cappotto sismico e la sua messa in sicurezza
Argomento ormai all’ordine del giorno, in seguito alle agevolazioni fiscali attuate dallo Stato sotto forma di Sismabonus, gli interventi di messa in sicurezza di una struttura dal punto di vista sismico, in particolari contesti e per particolari condizioni di pericolo, può essere eseguita anche adottando soluzioni poco invasive. Una di queste è il cappotto sismico, un’innovativa soluzione tecnologica che consente la messa in sicurezza sismica e l’efficientamento energetico degli edifici esistenti secondo le normative vigenti, senza dover accedere all’interno dell’immobile oggetto di consolidamento.
Che cos’è il cappotto sismico?
Il cappotto sismico è una soluzione tecnica che consente di migliorare sia la sicurezza sismica sia l’efficienza energetica di un edificio attraverso la realizzazione di un involucro con specifiche caratteristiche e prestazioni energetiche e strutturali. L’idea alla base del brevetto è sottolineare l’urgente necessità di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio italiano abbinandolo alla costante ricerca dell’efficientamento energetico.
Il cappotto sismico, inoltre, è anche una soluzione che massimizza il rapporto benefici/costi, dettaglio fondamentale data la vastità del patrimonio edilizio italiano e le risorse ridotte. Tale soluzione offre all’utente un’alternativa concreta ed economica, capace di minimizzare i costi accessori e i tempi di intervento.
Come si realizza un cappotto sismico
Il cappotto sismico viene applicato all’esterno del fabbricato per realizzare una sorta di “nuova pelle” che combina una parte strutturale resistente al sisma in calcestruzzo armato e una parte in materiale isolante per incrementare le proprietà termiche delle pareti. Nello specifico, il cappotto sismico è costituito da una lastra sottile in calcestruzzo armato gettato in opera all’interno di due strati di materiale isolante ed è collegato alla struttura esistente a livello dei cordoli di piano per garantire la collaborazione del sistema di rinforzo con il fabbricato.
Il sistema cappotto sismico prevede la realizzazione di nervature per migliorare il comportamento a flessione della lastra e ridurre il rischio di instabilità fuori piano. All’esterno si può realizzare uno strato di intonaco tradizionale, grazie alla conformazione della maglia metallica che realizza una rete porta intonaco sulla faccia esterna, che garantisce la solidità della finitura e la protezione del materiale isolante nei confronti di urti ed eventi metereologici.
La progettazione del cappotto sismico deve essere fatta in modo molto attento prima dell’inizio dei lavori, stabilendo con precisione tutti gli aspetti dimensionali, il posizionamento degli ancoraggi e la tipologia di materiali isolanti da utilizzare. Per questo motivo, la realizzazione di un cappotto richiede necessariamente le competenze di tecnici della termodinamica, sia di progettisti strutturali esperti di sicurezza sismica.
Benefici e vantaggi di un cappotto sismico
I benefici di un cappotto sismico sono riconducibili alle sue due funzioni principali: l’isolamento termico e la sicurezza sismica. Un sistema di isolamento a cappotto, infatti, consente di migliorare notevolmente le prestazioni energetiche di un edificio, con un risparmio anche superiore al 20%. Inoltre, il cappotto risolve i ponti termici in modo adeguato, proprio perché è un rivestimento continuo su tutte le superfici. Per quanto riguarda il consolidamento, invece, il vantaggio principale risiede nella possibilità di mettere in sicurezza l’edificio esistente senza dover intervenire in modo invasivo sulla struttura.
Il cappotto sismico è una soluzione adeguata ad intervenire su tutti quegli edifici realizzati prima dei criteri antisismici e per il risparmio energetico. Non ci sono particolari controindicazioni alla sua posa, che deve essere valutata e soppesata considerando i costi dell’intervento (di manodopera, materiali e progetto). Un ulteriore vantaggio di questa soluzione tecnologica è la possibilità di accedere agli incentivi per l’efficienza energetica e il consolidamento sismico. Si parla, generalmente, di Ecobonus e Sismabonus, ma in questo periodo (fino a dicembre del prossimo anno) anche del Superbonus 110% per la riqualificazione degli edifici.