Quali blocchi per muratura armata si possono scegliere
La muratura armata è un sistema costruttivo semplice ed estremamente efficace per realizzare edifici antisismici: consiste nell’inserire specifici quantitativi di armatura orizzontale e verticale all’interno della muratura ordinaria, che ne guadagna in resistenza, trazione, flessibilità e duttilità.
Ma quali sono i blocchi migliori con cui concretizzare la muratura di base? I materiali a disposizione sono numerosi, ma c’è un’opzione in particolare che si è dimostrata ideale a questo scopo.
Tipologie da scegliere
Cominciamo con l’elenco dei materiali più diffusi nella composizione di blocchi per muratura:
- Cemento. Questo materiale ha conosciuto diverse evoluzioni nel corso della sua storia, perché lo scopo è sempre stato quello di trovare il migliore compromesso possibile tra tempi di produzione, qualità e proprietà dei blocchi e implementazione di caratteristiche innovative. Oggi il traguardo più significativo in questo senso è rappresentato dai blocchi in cemento vibrocompresso, che sono impiegati per la loro grande resistenza meccanica alla compressione. Inoltre possono essere trattati in maniera piuttosto flessibile dal punto di vista estetico: ne esistono a superficie liscia, slittata, burattata, levigata o anticata;
- Calcestruzzo. Anche sul versante di questo materiale sono stati fatti importanti progressi, tant’è che esistono ben due tipi di blocchi in calcestruzzo dall’indubbio valore. Il calcestruzzo alleggerito, realizzato con una miscela a base di argilla espansa, presenta bassi valori di trasmittanza termica e buona resistenza al gelo, mentre il calcestruzzo cellulare, prodotto a partire da sabbia ad alto tenore di silice, acqua, cemento, calce e alluminio, assicura prestazioni di spessore grazie al ridotto peso specifico e agli elevati livelli di isolamento termico;
- Laterizio. Deriva da una miscela tra acqua e sabbia, che origina mattoni dalle caratteristiche inconfondibili (resistenza, isolamento termico, sostenibilità ambientale). I laterizi porizzati massimizzano le prestazioni termiche, contenendo le dispersioni invernali, mentre quelli sismici forati sono ideali per andare a comporre murature armate.
La più utilizzata
Il laterizio è, senza dubbio, il materiale più adatto e utilizzato per la realizzazione di murature armate. Il suo valore è confermato dalla storia: nato tra le antiche civiltà della Mesopotamia, è stato ampiamente utilizzato anche da egizi, greci e romani per la costruzione di importanti e durature opere, finché i macchinari della Rivoluzione Industriale non hanno permesso di produrre mattoni in laterizio su larga scala, rendendoli un componente fondamentale delle nostre aree urbane.
Così oggi il laterizio si è imposto come la soluzione più gettonata per la muratura armata, soprattutto nella versione sismica forata che, grazie alle sue caratteristiche fisiche, riesce a sfruttare al meglio non solo i propri pregi, ma anche quelli delle armature in acciaio con cui ben si combina. Le murature concretizzate in questa maniera presentano capacità di deformazione di gran lunga superiori al normale e, riducendo al massimo la presenza di fessurazioni e cavillature sulle proprie superfici, tagliano qualsiasi ponte termico.
Qual è il diametro minimo consentito per l’armatura delle pareti a blocchi
Le murature armate, create dall’incontro tra laterizio e acciaio delle armature, devono ricadere all’interno di specifiche coordinate dimensionali stabilite dalla norma, la quale stabilisce delle disposizioni precise a seconda che l’armatura sia orizzontale o verticale.
Orizzontale
- diametro minimo 5 mm;
- interasse non superiore a 60 cm;
- percentuale di armatura, calcolata rispetto all’area lorda della sezione verticale della parete, non inferiore allo 0,04% e non superiore allo 0,5%.
Verticale
- almeno due centimetri quadrati da collocare alle estremità di ogni parete portante, ad ogni intersezione tra pareti portanti e in corrispondenza di ogni apertura;
- interasse non superiore a 4 m;
- percentuale di armatura, calcolata rispetto all’area lorda della sezione orizzontale della parete, non inferiore allo 0,05% e non superiore all’1%.